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11 AGOSTO 1972 I° MEETING di VIAREGGIO Il meeting di
Viareggio venne presentato all'Hotel Duomo di Pisa il 6 agosto del 1972 dal
presidente della F.I.D.A.L. Primo Nebiolo, unitamente al suo vice Giuliano
Tosi, e dal segretario generale Luciano Barra. La scelta di Pisa
non fu occasionale, ma determinata dal fatto che nella città toscana dal 5 al
6 di quel mese si stava disputando un incontro al livello di "under
22" fra le rappresentative d'Italia e di Finlandia (punteggio finale 108
e 104 per gli azzurri), e quindi era naturale che tutti i vertici federali
fossero là convenuti. "Il Meeting di Viareggio è tra le manifestazioni
più interessanti di questi ultimi anni, senza voler far torto a chi da molto
tempo lavora per il nostro sport" - disse
Nebiolo nel suo intervento introduttivo - "A
Viareggio saranno molte le nazioni presenti. La prima di queste saranno
proprio gli Stati Uniti, presenti con tutto il settore velocità comprendente
i primatisti mondiali dei 100 metri Hart e Robinson, affiancati da Taylor .
Presenti pure gli ostacolisti dei metri 110 e 400, ed una buona
rappresentativa di mezzofondisti dei quali però mancherà Steve
Prefontaine". La presentazione
pisana del Meeting di Viareggio era stata preceduta da una conferenza stampa
tenuta allo Stadio dei Pini da Giuliano Tosi il 27 di luglio nel corso della
quale il nostro dirigente definì il meeting come la "prima preolimpica
di Europa", la "più importante perchè ad essa prenderanno parte atleti
provenienti da 30 paesi". Tosi confermò ai
giornalisti presenti che la macchina organizzatrice del meeting si era già da
tempo messa in moto e comunicò il programma della manifestazione che
comprendeva sedici gare, di cui quattro riservate al settore femminile. Questo era il
programma annunciato con i relativi minimi di partecipazione. Gare maschili: 100
metri (minimo 10.5), 200 (21.2), 400 (47.9), 800 (1:50.5), 2.000 (3:48. nei
1.500), 10.000 (30:15.0), 110 metri ad ostacoli (14.3), 400 metri ostacoli
(52.0), alto (2.03), asta (4.60), disco (52), giavellotto (68), martello
(60). Gare femminili: 100 (12.0), 400 (56.0), 800 (2:11.0), alto (1.68). Si sarebbero
inoltre corse, a livello di rappresentative, le staffette 4x100 maschile e
4x400 femmnile. Il Vicepresidente
della F.I.D.A.L. colse l'occasione per ringraziare i rappresentanti degli
enti amministrativi che insieme alla federazione avevano contribuito
finanziariamente alla realizzazione del progetto: sindaco di Viareggio, il
presidente dell'Amministrazione Provinciale, il presidente dell'Ente
provinciale per il turismo, il presidente della Camera di Commercio, il
presidente dell'Azienda autonoma di turismo ed il presidente degli operatori
economici dell'Interassociativa. A Tosi fece eco da
Pisa la voce di Primo Nebiolo: "Non
si poteva scegliere un posto migliore - disse il presidente della
F.I.D.A.L. - per le grosse tradizioni,
per la magnifica ospitalità e per l'ottimo impianto sportivo che Viareggio
vanta." "Questo è un meeting - continuò Nebiolo - che
difficilmente potrà ripetersi. Siamo lieti di offrire al pubblico nomi
nuovi e facce nuove per incrementare sempre più l'interesse e l'apporto
della massa." E concluse: "Purtroppo, però, un grande meeting
come quello di Viareggio non capita nel momento più favorevole per l'atletica
italiana. Ci sono elementi - Azzaro, Dionisi, Arese, Fiasconaro, ultimamente
pure Schivo, che stanno sopportando malanni e sfortuna. Il solo Mennea,
marcia fortissimo. Siamo un 'atletica che ha battuto i records......in
ospedale, ma, nonostante tutto, sono convinto che per noi, quello di
Viareggio, sarà un grande meeting." Ci fu un gran
lavoro in quei giorni a Roma alla segreteria della F.I.D.A.L. Il telex sfornava
continuamente elenchi di atleti preannunciati presenti a Viareggio, ma gli
addetti attendevano le conferme ufficiali prima di comunicare l'elenco
ufficiale dei partecipanti all'Hotel Royal dove Giuliano Tosi aveva il suo
bel da fare per soddisfare la "fame" di notizie dei molti
giornalisti già presenti in Versilia per seguire la vigilia del meeting e poi
le gare vere e proprie. La nazionale degli
Stati Uniti , forte di trentadue elementi, si trovava ad Oslo dove i suoi
campioni dal 2 al 3 di agosto avevano partecipato al tradizionale meeting
"Mobil Bislett Games" che si disputò nel glorioso e storico stadio
norvegese, quello che tutti gli appassionati conoscevano come il "tempio
dei records". Per gli amanti
delle curiosità ricordo che la lunga serie dei records - circa una sessantina
- stabiliti sulla pista e le pedane del "Bislett" fu aperta il 25
luglio del 1924 dall'olandese Adriaan Paulen che con il tempo di 63.8 stabilì
la miglior prestazione mondiale dei 500 metri. Paulen in seguito,
a carriera atletica conclusa, divenne Presidente della I.A.A.F. I velocisti
statunitensi avevano dominato le gare di velocità sulla pista del
"Bislett Stadium", rinnovata con un manto di "rekortan"
lo stesso materiale che gli atleti avrebbero trovato all'Olympiastadium di
Monaco. Robert Taylor e
Gerald Tinker, i due centisti meno famosi della squadra americana, avevano
suscitato grande impressione imponendosi nell'ordine con lo stesso tempo di
10.1 davanti al malgascio Ravelomanantsoa (10.2) ed al trinidegno Crawford
(10.3). Solo quinto con un
deludente 10.3 il coprimatista del mondo della specialità, Reynaud
"Rey" Syverne Robinson, chiaramente in brutta giornata come
dimostrò anche nella prima frazione della staffetta 4x100 dove si fece
distanziare in partenza dal piccolo sovietico Aleksandr Kornelyuk. Il meeting di Oslo
era stato infatti l'occasione opportuna per i tecnici per effettuare le
ultime prove ufficiali per le staffette. L'altro
coprimatista dei 100, Eddie James Hart, preferì invece cimentarsi nella prova
dei 200 metri andando ad incontrare il nostro Pietro Mennea, fresco
primatista europeo (20.2, Milano 17.6.72). Con quella grande
prestazione Mennea aveva pareggiato il conto con Valeriy Borzov, il
fuoriclasse sovietico, che il record continentale lo aveva stabilito a Mosca
il 18 luglio del 1971. Hart aveva corso
una curva eccezionale ed aveva dato la dimostrazione di come un velocista
possa sfruttare le sue doti naturali senza irrigidirsi nel momento della
spinta maggiore. L'americano si era
imposto con il tempo di 20.5, lasciando ad un decimo il nostro Mennea che
però aveva saputo regolare l'altro statunitense, Tinker (20.7) ed il
primatista del mondo della specialità, il giamaicano Don Quarrie (20.9). Il meeting di Oslo
vide altri italiani in gara oltre Mennea. Gianni Del Buono
gareggiò nei 1.500 metri e sulla scia del finlandese Pekka Vasala (3:38.3) e
dell'americano Steve Prefontaine (3:39.4) riuscì ad agguantare il minimo di
partecipazione ai Giochi Olimpici correndo in 3:39.7. Anche Donata
Govoni riuscì in extremis a raggiungere il minimo olimpico per la partecipazione
alla prova degli 800 metri dannandosi l'anima in una gara tiratissima
conclusa in 2:04.9 dietro alla danese Annelise Damm-Olesen (2:04.7) ed alla
olandese Ilja Keizer (2:04.8). In gara anche
quasi tutti gli altri atleti in predicato di far parte della comitiva azzurra
per le Olimpiadi ormai alle porte. Finalmente alla
centrale operativa dell'Hotel Royal cominciarono ad arrivare dalla F.I.D.A.L.
di Roma le prime conferme alla partecipazione al meeting dell'11 agosto. Le più rosse
previsioni della vigilia vennero largamente superate. Gli americani
confermarono la loro massiccia partecipazione; fra i molti nomi degli
iscritti figuravano quelli dei velocisti Eddie Hart, Rey Robinson, Robert
Taylor, Larry Black, il duecentista assente ad Oslo, e John Smith Sarebbero stati
della partita anche gli ostacolisti Milburn, Davemport ed Hill, il discobolo
Silvester, l'astista Seagren e molti altri atleti tutti di gran valore
internazionale. La squadra di
Trinidad era guidata dai velocisti Edwin Roberts ed Hasely Crawford, mentre i
giamaicani presentavano il loro squadrone al completo a cominciare dal
primatista mondiale dei 200 metri Don Quarrie e da Lennox Miller, argento dei 100 a Città del Messico. Il giorno precedente il meeting quasi tutti i biglietti
erano stati venduti, nonostante che il loro costo - 5.000 lire i posti
sull'arrivo - fosse abbastanza elevato. Faceva molto caldo.
I villeggianti al termine della giornata di mare venivano in pineta
e si aggiravano con curiosità nei pressi dello Stadio dei Pini, sommerso
ed oberato da tralicci, impalcature, attrezzature televisive e dalle
strutture necessarie alla Longines per far funzionare il cronometraggio
e gli altri strumenti di segnalazione. C'era nell'aria
molta attesa per l'evento e soprattutto per le prove degli italiani in vista
dei Giochi di Monaco. Purtroppo
Fiasconaro, che era stato raggiunto dal suo tecnico sudafricano Banner, e
Dionisi, entrambi alle prese con fastidiosi problemi fisici, avevano già
dichiarato la loro indisponibilità a prendere parte alla riunione. Anche Giuseppe
Gentile - fra l'altro a Viareggio il salto triplo non era stato neppure messo
in programma - non sarebbe stato della partita. L'onere della
difesa dei colori azzurri in un contesto agonistico di così elevato livello tecnico,
rimase affidato a Pietro Mennea, asso emergente della velocità, l'uomo che
solo poche settimane prima, sulla pista dell'Arena di Milano aveva saputo
tenere testa al grande Borzov, a Franco Arese, impegnato dal programma della
vigilia sulla distanza spuria dei 2.000 metri ma senza un avversario ben
preciso e poi dirottato sugli 800 e Paola Pigni, la nostra più qualificata
rappresentante nel settore femminile |