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LA
FINALE DI COPPA EUROPA SI DISPUTA PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA –L’EDIZIONE
DI TORINO VERRA’ RICORDATA COME QUELLA DEI RECORDS |
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Primo Nebiolo svolse una intensa attività politica per far giungere in Italia la finale della Coppa Europa. |
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La semifinale di Torino del 1975 era stato un chiaro segno di una precisa volontà che venne coronata dalla assegnazione alla capitale piemontese della prestigiosa rassegna continentale. |
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L’iscrizione di ventiquattro squadre alla competizione femminile, portò alla eliminazione delle qualificazioni. |
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Gli uomini invece disputarono una sola fase preliminare in Lussemburgo dalla quale uscirono ammesse alle semifinali: Portogallo, Danimarca e Irlanda; quest’ultima nazione superò per solo mezzo punto la sorprendente squadra di casa guidata dallo sprinter Roland Bombardella, autore di due successi individuali e trascinatore della staffetta veloce. |
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La nostra squadra azzurra fu impegnata a Lüdenscheid (Germania) dove gareggiò in tutta tranquillità avendo la qualificazione in tasca per effetto del diritto di partecipazione che le derivava dal fatto di essere nazione ospitante. |
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In questa semifinale tedeschi federali e polacchi si dettero battaglia; i primi, nonostante la superiorità sulla carta, riuscirono a prevalere per soli cinque punti. |
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L’Italia al termine della prima giornata risultò quarta, dietro a Germania Ovest, Polonia e Cecoslovacchia. Nel seconda giornata le vittorie di Mazzucato (triplo), De Vincentis (disco) e i secondi posti di Urlando (martello) e Marchioretto (200 metri) ci consentirono una sorprendente rimonta che ci assicurò il terzo posto finale. |
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Nella semifinale maschile di Ginevra la Germania Est spadroneggiò sulla Francia, raggiungendo 150 punti, il punteggio più alto delle tre sedi, mentre a Malmö, l’Unione Sovietica e la Gran Bretagna non ebbero difficoltà a staccare il biglietto per Torino. |
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La finale “B”si disputò a Karlovac. |
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La Jugoslavia,
seppe rimediare sul terreno amico alla deludente prova di Ginevra, con
una prestazione corale vigorosa che le consentì di superare la Romania
di otto punti; andò così ad occupare l’ultimo posto disponibile per
Torino. |
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Anche la formazione femminile azzurra, che si classificò quinta nella semifinale disputata nella cittadina olandese di Sittard, gareggiò senza particolari patemi d’animo, certa di avere assicurato un posto per la finale. |
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Sara Simeoni si aggiudicò la gara di salto in alto con la misura di m. 1.90, mentre Margherita Gargano fu seconda nei 1.500 (4:11.2) dietro alla sovietica Kuznetsova (4:10.2). |
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In quella sede si disputò una grande gara sui 200 metri. La sovietica Kondratyeva, futura medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Mosca 1980, stabilì il nuovo primato nazionale sovietico con il tempo di 22.33 - dopo aver vinto i 100 in 11.0 - davanti alla svedese Linda Haglund (11.2). La stessa Haglund, seconda anche nei 200, corse anche lei a tempo di record nazionale (22.82). Al terzo posto la polacca Irena Szewinska (22.94). |
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Particolare anagrafico: fra la polacca e la sovietica correvano ben dodici anni, mentre erano dieci quelli che dividevano Irena e la svedese. |
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Le altre due semifinali si disputarono a Sofia (promosse Germania Est e Bulgaria) e nella cittadina di Cwmbran nel Galles (promosse Gran Bretagna e Germania Ovest). |
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Anche nel settore femminile si disputò la finale B. |
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Ad Antony (Francia) le rumene si produssero in una grande prova d’assieme (otto successi su quindici gare) ed ebbero ragione dell’Ungheria per dieci punti, andandosi a guadagnare un meritato posto in finale. |
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Ai primi di agosto di quel 1979 allo Stadio Comunale di Torino fu scritta una delle più belle pagine della storia dell’atletica leggera. |
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Scrivo queste frasi con un certo malcelato orgoglio perché ero presente e partecipai a quel grande evento in qualità di starter. |
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Il successo tecnico, organizzativo e di pubblico che la manifestazione riscosse fu superiore a qualsiasi più ottimistica previsione. |
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Due primati mondiali, tre primati europei, ventisette primati nazionali e sedici primati di coppa furono migliorati in due giornate di gare, sotto gli occhi di 75.000 spettatori: una folla oggi impensabile in Italia anche per incontri di calcio di grande richiamo. Un pubblico, ci piace ricordarlo, non solo numeroso, ma entusiasta e assai competente. |
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In particolar modo la prima giornata rimarrà impressa nella mente di tutti quelli che vi hanno assistito, sia direttamente che attraverso la ripresa televisiva, per l’incalzare dei risultati e per la eccezionalità degli stessi. |
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La prima gara: quella di lancio del martello, si disputò alle 15.30 di sabato 4 agosto.in anteprima rispetto alla cerimonia d’apertura. |
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Karl-Hans Riehm, il tedesco federale primatista del mondo (80.32, Heidenheim 6 agosto 1978), si impose con un lancio a m. 78.66 ottenuto al secondo tentativo. Dietro di lui si classificò il ventunenne sovietico Sergey Litvinov che solo al quinto lancio ottenne la misura di m. 76.90. Negli anni 80’ Litvinov diventerà primatista del mondo e sarà il primo uomo a superare la barriera degli 84 metri (Mosca, 21 giugno 1983: m. 84.14). |
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Gian Paolo Urlando, ormai trentaquattrenne, si attestò al quarto posto con un lancio di m. 72.22. |
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Un’ora e mezza più tardi si svolse la cerimonia d’apertura. All’alza bandiera funzionarono da valletti quattro vecchie glorie dell’atletismo italiano: Ondina Valla, Luigi Beccali, Pino Dordoni e Livio Berruti. |
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La sovietica Marina Makeyeva si presentò al via della gara dei 400 ad ostacoli forte del record mondiale stabilito una settimana prima a Mosca nel corso della VII Spartachiade (54.78). Fra le sue avversarie l’ex primatista Karin Rossley. |
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Il duello fra le due più forti specialiste degli ostacoli bassi del momento, si risolse in favore della russa autrice di un efficace rettilineo finale. Tempo: 54.82 per la sovietica contro i 55.10 della tedesca orientale. Per la cronaca segnaliamo che la Rossley tornerà in possesso del primato mondiale nel 1985 (53.55 – Berlino, 22.9). |
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La nostra Giuseppina Cirulli evitò per nove centesimi l’ultimo posto (59.60) a spese della polacca Katolik. |
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Il tempo di alzare gli ostacoli ed ecco al via gli uomini (ore 17.45). |
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Alle 17.55 scesero in pista le donne della sprint. Lo schieramento era di livello elevatissimo. La sola presenza della primatista del mondo in carica, la minuscola ma poderosa tedesca orientale Marlies Oelsner-Göhr (10.88, Dresda – 1.7.77), prima donna al mondo a scendere sotto gli 11 secondi netti, campionessa europea a Praga nel 1978, e quella dell’ex detentrice del record mondiale, la tedesca dell’ovest Annegret Richter (11.01, Montreal – 25.7.76, semifinale Giochi Olimpici), bastò ad attirare sulla gara l’interesse di tutto lo stadio. |
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Al colpo di pistola la Göhr, come era sua abitudine e caratteristica, fu la più tempestiva a mettersi in moto e percorse i primi metri di gara con la sua azione radente ma efficace, al punto di farle prendere un discreto margine di vantaggio sulla Kondratyeva e di conservarlo fino al traguardo. |
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Ottimo il suo tempo (11.3) anche se lontano dal primato del mondo. Terza giunse la Richter. La nostra Lauretta Miano finì in settima posizione (11.52), battuta anche dalla Szewinska alla quale rendeva ben tredici anni di differenza in età. |
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Alla prova delle ragazze seguì dieci minuti dopo quella degli uomini. |
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La vittoria di Mennea spinse la nostra squadra al terzo posto in classifica con 16 punti alla pari con l’Unione Sovietica, mentre davanti erano le due Germanie (Frg con 19 punti e la Gdr con 17). |
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Gli 800 femminili furono appannaggio della graziosa bulgara Nikolina Shtereva (1:56.29) dopo che la generosa sovietica Poryvkina (1:57.57) aveva condotto per tutta la gara. Ultima e staccatissima (2:08.03) la nostra Agnese Possamai. |
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Nella classifica femminile assistemmo ad un entusiasmante testa a testa fra Unione Sovietica e Germania Est, in quel momento divise da un solo punto (22 a 21). |
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Gara tattica nei 1.500 maschili, ma con ritmi elevati imposti dalla coppia tedesca Straub-Wessinghage. |
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Vinse il tedesco dell’est in 3:36.27, nuovo primato di coppa, su Wessinghage (3:36.40), mentre Vittorio Fontanella finì al quinto posto, ma con la soddisfazione di aver stabilito il primato personale (3:39.66). |
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Mentre in pista si battagliava, sul campo terminava il disco femminile con la vittoria della tedesca orientale Evelin Jahl, primatista del mondo (m. 70.72 a Dresda il 12 agosto 1978), che si impose con un lancio di m. 68.92 sulla sovietica Melnikova (m. 66.06). Diciotto metri divisero la vincitrice dalla nostra Maristella Bano, terminata all’ultimo posto con m. 50.88. |
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Parità fra Unione Sovietica e Rep. Democratica Tedesca a 29 punti con la Bulgaria saldamente al terzo posto con 21 punti. |
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Il secondo grande acuto della giornata venne ancora dal giro di pista. Questa volta furono le ragazze a galvanizzare il grande pubblico dello Stadio Comunale. |
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una splendida vittoria, nel tempo di 45.31 davanti al sovietico Nikolay Chernyetskiy che portò a 45.70 il primato della sua nazione. |
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L’ottavo posto di Flavio Borghi (47.42) fece regredire al quinto posto della classifica generale la nostra formazione, mentre la Germania Ovest balzò al comando con 34 punti. |
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Due risultati, entrambi favorevoli alla Germania Est, cambiarono subito il punteggio. |
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L’ultimo salto rafforzò la posizione in classifica del ventenne tedesco dell’est Lutz Dombrowski |
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nella gara di salto in lungo, gara che il forte atleta stava dominando dall’alto della misura di m. 8.25 raggiunta alla terza prova. La misura finale di m. 8.31 con vento in favore nella norma (+ 1.4 m/s), costituì il nuovo primato nazionale. |
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Sopra gli 8 metri anche il polacco Cybulski (m. 8.03), mentre il nostro Carlo Arrighi si difese onorevolmente raggiungendo il sesto posto con la misura di m. 7.78. |
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La vittoria nel lancio del peso non poté sfuggire al primatista mondiale Udo Beyer (Gdr) che si impose con un bel lancio a m. 21.13. |
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Il sesto posto di Angelo Groppelli (19.46), permise all’Italia di conservare il quinto posto nella classifica maschile. |
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Mentre si correvano i 10.000, vinti dal britannico Brendan Foster in 28:22.86, si concluse anche la gara di salto in alto che vide la affermazione del tedesco dell’ovest Dietmar Mögenburg salito fino ai m. 2.32 del primato nazionale. |
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I giudici dell’alto, mi spiace ricordarlo, incorsero in alcuni errori (un giudice addirittura urtò i ritti proprio mentre saltava Beilschmidt, secondo classificato con m. 2.30, provocando un suo nullo), che suscitarono qualche polemica post-gara. |
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Si corsero a questo punto le staffette veloci, mentre in pedana duellavano ancora le giavellottiste. |
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Il quartetto delle tedesche orientali, composto da Christina Brehmer, Romy Schneider, Ingrid Auerswald e Marlies Göhr, dovette ritoccare il primato mondiale, portandolo a 42.09 (precedente della stessa formazione, con la sola variante della Koch al posto della Brehmer, 42.10 - stabilito poche settimane prima – 10.6.79, a Karl-Marx-Stadt), per avere ragione dell’Unione Sovietica che corse in 42.49 stabilendo un altro primato nazionale. |
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Settima l’Italia (Patrizia Lombardo, Marisa Fasullo, Paola Castellani e Laura Miano) in 45.09. |
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La staffetta 4 x 100 maschile fu dominata dai polacchi, rivelatisi veramente irresistibili, che coronarono la loro gara con un gran tempo: 38.47 (il primato del mondo era di 38.03 ed apparteneva alla nazionale degli Stati Uniti formata da: W. Collins, S. Riddick, C. Wiley e S. Williams, stabilito a Düsseldorf il 3 settembre 1977). Il tempo del quartetto polacco: Zwolinski, Dunecki, Licznerski e Woronin, sfiorò il primato europeo (38.43) che apparteneva alla squadra nazionale francese (Fenouil, Delecour, Piquemal, Bambuck), stabilito a Città del Messico il 20 ottobre 1968 durante i Giochi Olimpici, e naturalmente segnò il nuovo limite nazionale. |
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Ottima seconda la Germania Est (38.70) ed al terzo posto la Francia (38.71). |
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L’Italia (Lazzer, Caravani, Zuliani e Mennea) fu quarta, a soli tre centesimi dai secondi, a causa di una incertezza di cambio fra Zuliani e Mennea. Il tempo di 38.73 segnò comunque il nuovo primato nazionale (precedente: 38.88 risalente a Roma all’8 settembre 1974), e chi scrive firmò con grande soddisfazione il verbale del record attestante che la partenza della gara era avvenuta nella piena regolarità. |
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Queste le due classifiche al termine della prima giornata: |
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Uomini: 1. Rep. Democratica Tedesca p. 65 – 2. Rep. Federale Tedesca p. 60 – 3. Unione Sovietica p. 55 – 4. Polonia p. 47 – 5. Italia p. 40 – 6. Gran Bretagna p. 37 – 7. Francia p. 29,5 – 8. Yugoslavia p. 26,5 |
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Donne: 1. Rep. Democratica Tedesca p. 52 – 2. Unione Sovietica p. 48 – 3. Gran Bretagna p. 34 – 4. Bulgaria p. 32 – 5. Rep. Federale Tedesca p. 27 – 6. Romania p. 25 – 7. Polonia p. 24 – 8. Italia p. 10 |
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(10ª parte /1: segue)
Gustavo Pallicca